spacer.png, 0 kB
Power&Gender Testata giornalistica online Registrazione tribunale di Roma n° 481/2006 del 13/12/2006 Direttrice responsabile: Eva Panitteri
Edita dall'Associazione Power And Gender

CERCATECI ANCHE SUI SOCIAL @powergender

Calendario Eventi


 
Ottobre 2019 Novembre 2019 Dicembre 2019
    Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
Settimana 44 1 2 3
Settimana 45 4 5 6 7 8 9 10
Settimana 46 11 12 13 14 15 16 17
Settimana 47 18 19 20 21 22 23 24
Settimana 48 25 26 27 28 29 30
 


AFFI


tel_antidiscriminazioni_razziali
tel_antitratta
tel_antiviolenza_donna
video testimonianza Bignardi

Login Form






Password dimenticata?
Nessun account? Registrati

spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB




Home
Una donna alla guida del Paese
Lavoro&pari opportunità - Pari Opportunità
Scritto da Surfing   

ImageIl Regno Unito ha avuto la Thatcher e la May, la Germania la Merkel, l’India Indira Gandhi, la Liberia Ellen Johnson Sirleaf. Solo per fare alcuni esempi di una normalità che ci precede. Anche noi abbiamo bisogno di una donna che guidi il Paese.” Queste le condivisibili parole di apertura dell’articolo di Linda Laura Sabbadini dal titolo “Donna premier, normalità di una rivoluzione” pubblicato il 4 aprile dal quotidiano ‘La Stampa’ per i soli occhi degli/delle abbonati/e. Dopo aver elencato “barriere e tabù” che le donne italiane hanno già scardinato, a partire dalle 21 madri costituenti sino alle ministre Emma Bonino agli Esteri e Roberta Pinotti alla Difesa, Sabbadini sottolinea come, avere donne alle maggiori cariche dello stato, sia “l’esito naturale della nuova normalità costruita dalle donne”. Bisogna tuttavia insistere, accelerando la rimozione di quegli ostacoli fondamentali che ancora oggi in Italia mettono un freno alla realizzazione della parità uomo/donna con inaccettabili mancanze ed assenze: “l’arroccamento maschile nelle posizioni di potere” e la rimozione dei tabù che permangono “nei nostri cervelli”. Solo così -conclude Sabbadini- si potranno vincere “l’arretratezza culturale e le diseguaglianze nel nostro Paese”.

 
ALZHEIMER: colpisce più spesso le donne
Questioni di genere - Salute Donna
Scritto da Eva Panitteri   

ImageSALUTE & ALZHEIMER - La malattia di Alzheimer, la più comune forma di demenza, insorge più frequentemente dopo i 65 anni di età e colpisce più spesso le donne (5.1% rispetto al 3.1% degli uomini - dati Istat anno 2013), anche perché la popolazione femminile ha un’aspettativa di vita più alta rispetto a quella maschile (dati: salute.gov.it). La scoperta di alcuni scienziati italiani sul ruolo chiave di una piccola regione del cervello però, potrebbe però cambiare di molto lo scenario. Si è scoperto che se funziona poco l'area tegumentale-ventrale (che rilascia dopamina, molecola 'messaggera' del cervello) «ne risente il 'centro' della memoria, quindi la capacità di apprendere e ricordare.» I primi risultati della ricerca di laboratorio di Marcello D'Amelio dell'Università Campus Bio-Medico di Roma e dell’Istituto Santa Lucia, confermati anche da uno studio condotto su 110 persone da altri due ricercatori italiani dell'Università di Sheffield (Regno Unito) e «pubblicati sul Journal of Alzheimer's Disease» potrebbero quindi «rivoluzionare gli screening per individuare i primi segnali dell'Alzheimer». (Leggi tutto su Repubblica.it)

 

 
Il Senato ha la sua prima Presidente
Politica Interna - Politica
Scritto da EP   

ImageLA PRIMA VOLTA CHE - Il Senato della Repubblica Italiana ha per la prima volta nella storia una donna Presidente. «Ma a leggere la biografia e le molte dichiarazioni di Maria Elisabetta Alberti Casellati, neoletta alla seconda carica dello Stato, qualche perplessità e qualche preoccupazione affiora». La senatrice ritiene che sia famiglia solo quella della tradizione, per lei la moralità di Berlusconi non si discute. La fecondazione eterologa mai…. «Noi vorremmo che le donne che ci rappresentano nelle istituzioni fossero libere e indipendenti, che vi portassero una visione in cui la differenza femminile sia un valore a cui ispirarsi, un valore rivoluzionario in una politica in cui il potere è stato detenuto sempre e solo dagli uomini e in cui le donne sono, spesso, pedine da collocare per salvare le apparenze»  (Laura Onofri - NOIDONNE) Ci arriveremo. Prima o poi!

 
Caritas: posticipato l'addio alle monetine
Politica Interna - Welfare e Fragilità
Scritto da EP   

ImageMONETINE FONTANA DI TREVI – A Roma la Pasqua sarà un po' meno amara per la Caritas diocesana. E' di oggi infatti l'annuncio che le monetine dei turisti raccolte dalle fontane, resteranno nelle casse del Comune solo a partire dal prossimo anno. Dopo la modifica, Caritas potrà comunque ancora sperare di avere qualcosa. Ma l'amministrazione comunale, che inizialmente voleva trattenerle a partire dal primo aprile, e che ha subito fatto un passo indietro (probabilmente per il disappunto che tal decisione ha suscitato) come pensa di fare? Parliamo di quell'amministrazione, che nonostante l’annunciato Piano Marshall delle buche ancora non riesce a far tappare nemmeno quelle in tangenziale. Come pensa allora di poter gestire “progetti solidali” con i fondi che farà mancare a Caritas? Sopratutto: si potranno conoscere questi porgetti? Le cifre tradotte “in posti letto, cibo e vestiti dall’ente diocesano fondato da don Luigi Di Liegro che nella capitale tiene in piedi un poderoso network di ostelli, mense e centri di ascolto per senzatetto e famiglie in crisi” e che dal prossimo anno resteranno al Comune, potranno mai essere spese meglio da una giunta sinora ininfluente su questo fronte? La riforma firmata lo scorso ottobre da Luca Bergamo (Vicesindaco) e Laura Baldassarre (Assessora Politiche Sociali), porterà veramente a beneficio delle persone fragili le somme ricavate raccogliendo le monetine lasciate da turisti e cittadini, con attaccati sogni e speranze, nel salvadanaio solidale della città?

“Noi uomini siam in generale fatti così: ci rivoltiamo sdegnati e furiosi contro i mali mezzani e ci curviamo in silenzio sotto gli estremi; sopportiamo, non rassegnati ma stupidi, il colmo di ciò che da principio avevamo chiamato insopportabile.” (Alessandro Manzoni)

 
Più donne in azienda? L'impresa va meglio
Lavoro&pari opportunità - Lavoro
Scritto da Surfing   

 ImageLAVORO DONNA - Se ci sono molte donne in azienda, l'impresa va meglio. Basta che la presenza di donne arrivi al 40% per vedere già risultati immediati: più fidelizzazione dei clienti (fino a +90%), più sicurezza “perché la presenza delle donne migliora la qualità della vita sul posto di lavoro”, maggior incremento della produttività (+8 punti percentuali). Questo «il risultato di una indagine condotta su oltre 50mila manager di 70 aziende internazionali fra il 2011 e il 2016, il cosiddetto gender balance crea benessere e potenzia il business. Le prestazioni migliori si ottengono quando le donne costituiscono fra il 40 e il 60 per cento della forza lavoro all'interno dell'impresa. Come confermano i numeriLeggi l’articolo di DANIELA UVA su D.it

 
Twitter non protegge abbastanza le utenti
Linguaggi e media - Social Network
Scritto da Eva Panitteri   

ImageSOCIAL NETWORK - Tanto per restare in tema di 'social', dopo i furbacchioni di Facebook che si sono fatti sfilare (a loro dire!) i dati sensibili di oltre 50 milioni di utenti, non gode di miglior reputazione la piattaforma dell'uccellino blu che nel giorno di primavera celebra 12 anni dal primo cip-cip! Amnesty International  infatti accusa Twitter di non fare abbastanza per contrastare violenza e molestie online nonostante la piattaforma si sia dotata di un sistema di segnalazione. Nel rapporto "#ToxicTwitter: violenza e molestie online contro le donne" Amnesty sottolinea come Twitter -nonostante le varie richieste- abbia “rifiutato di mettere a disposizione informazioni significative su come gestisce le segnalazioni di violenza e molestie. […] Nel 2017 Amnesty ha intervistato 4000 donne in otto paesi: il 76% di coloro che avevano subito molestie e intimidazioni su un social media avevano cambiato il proprio comportamento online”. Amnesty lancia quindi la petizione "Stop alla violenza online" (che Power&Gender invita tutti e tutte a sottoscrivere), affinché Twitter  -e per estensione il web- diventi uno spazio più sicuro dove le donne possano esprimersi liberamente, anziché cancellarsi o autocensurarsi per evitare violenze o abusi.

 
ITALIA: si uccide di meno, ma si uccidono più donne
Violenza di genere - diffondere la cultura della non violenza
Scritto da Eva Panitteri   

Image FEMMINICIDIO - Ogni giorno le cronache del femminicidio consegnano inesorabilmente nomi, dati, storie, di donne uccise da uomini che odiano le donne “Nel nostro paese diminuiscono gli omicidi ma non quelli contro le donne in ambito familiare o di relazione affettiva”. E’ questo il dato allarmante, già noto agli addetti ai lavori, ed ora cristallizzato anche nei numeri della ricerca “Gli italiani e la violenza assistita: questa sconosciuta”, presentata a novembre in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, da WeWorld Onlus. Il maltrattamento in famiglia riguarda le donne nell’80% dei casi e sono proprio i partner attuali o exchecommettono le violenze più gravi.

Immacolata Villani, 31 anni, è stata uccisa il 19 marzo mentre accompagnava la figlia a scuola. Suicida il marito. (Napoli). Laura Petrolito, 20 anni, è stata uccisa dal compagno Paolo Cugno che ha confessato (Sicilia). Non se ne può più della violenza contro le donne! Rasenta quasi l'incomprensibile l'odio possessivo che certi uomini arrivano a nutrire per le loro compage o ex. Un odio che la società dovrebbe smettere di limitarsi a fronteggiare 'mettendoci una pezza' come alle buche di Roma, solo assistendo chi non muore ammazzata nei percorsi di denuncia e recupero. Serve un cambiamento radicale. Prima di tutto culturale. Nei comportamenti, nei linguaggi, negli esempi. Cercando di eliminaregli stereotipi di genere che per pigrizia mentale troppo spesso tutte/i alimentiamo. Dobbiamo riformarci a partire dai comportamenti quotidiani, cercando di incidere profondamente sull'educazione dei figli. Femmine e maschi. Bisognerebbe ricordarsi sempre, poi, di portare con sé una determinazione alla non violenza da far diventare cultura. Contro il femminicidio non basta più dichiarare una presa di distanze: bisogna agire, a partire da un personale disarmo interiore. Per poter smettere di contare le vittime e di andare a funerali di donne e bambine. Per smettere di twittare ipocritamente sui social mielose frasi prive d’impegno personale. Per avviare la rivoluzione culturale necessaria al nostro Paese, possibilmente da far diventare virale!

 
Molestie e femminicidio: cultura e strumenti adeguati per narrare
Violenza di genere - diffondere la cultura della non violenza
Scritto da Eva Panitteri   

ImageROMA - Nel corso dell’incontro “Cronache del dissenso[QUI IL VIDEO INTEGRALE DELL'EVENTO] percorso formativo per operatrici ed operatori dei media su temi come femminicidio, molestie sessuali, disparità salariale e diritti tenutosi oggi a Roma, alcuni interventi muovono all’urgenza di approfondite riflessioni, perché toccano corde sensibili. Occorre soprattutto rimanere fermamente etici, ed essere consapevoli che la strada del rispetto dei diritti delle donne è irta di ostacoli ai quali si deve dar battaglia se si vuole progredire. Sminare questo campo richiede che la battaglia sia innanzitutto culturale. Il dilagare di molestie e violenze nel mondo del lavoro non è certo fatto nuovo, ma è certamente un fenomeno che si deve ricontestualizzare. Lo spiega esaurientemente la filosofa Francesca Izzo quando afferma che le molestie sono “frutto di giochi di potereagite perché “siamo entrate in luoghi dove non eravamo previste”. La molestia sul posto di lavoro è -afferma Izzo- “il corrispettivo della violenza domestica” agita per il “ridimensionamento della donna”. Dunque le donne, nell’odierna società italiana, sono sottoposte ad un doppio assedio per ricacciarle in un ruolo più tradizionale: nella relazione quello agito dalla violenza del compagno/marito/padre/fratello, le cui conseguenze troppe volte arricchiscono il conto delle vittime di femminicidio. Nei luoghi di lavoro, l’assedio dell’edonista molestatore, purtroppo onnipresente, e troppo spesso declinato più al plurale (molestatori) che al singolare.

Leggi tutto...
 
Media, molestie sessuali, disparità: cronache del dissenso
Questioni di genere - Convegni
Scritto da Eva Panitteri   

Image
14 Marzo 2018
ROMA - Si è conclusa intorno alle 14 di oggi la giornata di cultura formativa contro le molestie e le discriminazioni dal titolo "Cronache del dissenso" organizzata da GiULiA giornaliste insieme alla Cpo/Fnsi e all'Ordine dei giornalisti del Lazio. L'iniziativa animata da tantissimi relatori e relatrici, è stata di livello tale da tenere la platea di giornaliste e giornalisti letterelmente incollata alle proprie sedie. Presenti anche alcune delle firmatarie del manifesto 'Dissenso Comune'. "Quale può essere la ricetta per arrivare, a terzo millennio inoltrato, ad una reale parità di genere, nella vita e soprattutto nel lavoro?" La risposta è ben riassunta nella cronaca tratteggiata dalla FNSI: «In Rai -ha detto la Presidente Monica Maggioni– in merito alla parità salariale è stato avviato un monitoraggio sulle carriere per avere un quadro oggettivo dal quale partire per costruire azioni mirate a ridurre la disparità di retribuzione che è oggi del 10 per cento.» Per il direttore della Stampa, Maurizio Molinari, «dobbiamo oggi affrontare tutti insieme la sfida di far rispettare i diritti e di estenderli. Deve passare il concetto che ogni volta che una donna viene molestata ad essere colpiti siamo tutti. Tutti coloro che non tollerano che esistano le molestie». La presidente dell’Inpgi, Marina Macelloni ha approfondito, dati alla mano, la questione della disparità salariale. Silvia Resta, consigliera dell’Odg Lazio, ha lanciato il premio giornalistico dedicato alla memoria della collega Tania Passa. Elisabetta Cosci, prima donna alla vicepresidenza del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti ha auspicato la trasformazione dell’Odg in un «organismo culturale». La direttrice del Tg2, Ida Colucci ha raccontato come la sua testata affronta il problema della narrazione della violenza sulle donne.» QUI L'ARTICOLO INTEGRALE DELLA FNSI

 
Accade alla Casa delle donne di Roma
Questioni di genere - Convegni
Scritto da irene Giacobbe   

Image Roma , 11 marzo 2018 - La prima Fiera dell’editoria delle donne si è chiusa - così come era iniziata - sotto il segno felice del Femminismo. Per quattro giorni, dall’8 all11 marzo, oltre sessanta editori, conosciuti e non, hanno offerto un panorama vasto della scrittura al femminile. “ Dietro ogni libro, dietro ciascun libro, c’è un lungo percorso di attenzione, rispetto e capacità” hanno sottolineato le organizzatrici. “ E’ importante far vedere le donne che scrivono” ha ricordato Lidia Ravera, scrittrice e Assessora alla Cultura della Regione Lazio, ed è importante farlo in questa Casa delle Donne , perché rafforza la presenza di questo luogo, perché tutti ne parlano, perché costringe a riflettere e dire No questo luogo non si tocca. L’ Associazione degli editori indipendenti ha accolto con grande favore e sostenuto il progetto della Fiera. L’editore Iacobelli a nome di ODEI ha ribadito la volontà di sostenere il progetto. Da parte del primo Municipio e della sua Presidente, Sabina Alfonsi, è arrivato un sostegno concreto all’iniziativa “ che riporta al centro la lettura e la scrittura delle donne, consente a Roma di avere un suo specifico appuntamento, di svolgerlo dentro la Casa delle donne, che ha sempre proposto iniziative di qualità".


Leggi tutto...
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Pross. > Fine >>

Risultati 211 - 240 di 1857
spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB