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Power&Gender Testata giornalistica online Registrazione tribunale di Roma n° 481/2006 del 13/12/2006 Direttrice responsabile: Eva Panitteri
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L’8 marzo è sciopero globale delle donne
Questioni di genere - 8 Marzo Giornata Internazionale delle Donne
Scritto da Eva Panitteri   

ImageL’8 marzo avrà luogo lo sciopero globale delle donne, con la partecipazione delle donne di 50 paesi del mondo. Si tratta di una mobilitazione internazionale, e per la prima volta si sciopera all’unisono per attirare l’attenzione su una questione comune: dire NO alla violenza maschile contro le donne. Lo sciopero NON È SIMBOLICO ed è proclamato per 24 ore, chiamando le donne all’astensione dalle attività produttive, e dai consumi. Si vuole restituire così a questa giornata d’impegno sociale il suo giusto ed originale significato, riaccendendo l’attenzione sulle disparità salariali tra donne ed uomini, e richiamandola sui Centri Antiviolenza, che vivono continue difficoltà, e che con i recenti tagli della spesa pubblica ne vivranno di ancora peggiori: è del 7 marzo è la notizia che il Fondo per le Politiche sociali passa da 313 milioni di euro a 99,7. Tagliata di un terzo la voce di bilancio con la quale si finanziano gli asili nido, si sostengono le famiglie in difficoltà, si garantisce la sopravvivenza dei centri antiviolenza… Quando si dice il tempismo italiano!!

L’astensione dal lavoro sarà reale ed il coinvolgimento delle donne sarà dentro e fuori i luoghi di lavoro” spiegano le organizzatrici. «Ed ogni donna singolarmente, ma anche ogni categoria professionale e sindacale deciderà in che modo esprimersi. C'è chi lo sciopero lo farà nel modo classico, cioè astenendosi dal lavoro (in Italia hanno già aderito le sigle Cgil della scuola e della funzione pubblica), c'è chi farà assemblee, chi parteciperà a cortei, flash mob, chi farà conferenze, chi letture in piazza, ognuna a suo modo, in mille modi diversi»

 

 
Donne & Uomini: tanto divario, poca parità
Lavoro&pari opportunità - Pari Opportunità
Scritto da Surfing   

ImageSulla base di due studi, Censis e Ocse, in termini di parità tra donne ed uomini, la strada da fare in Italia è ancora lunga: rispetto agli uomini, le donne italiane infatti lavorano di più, sono pagate meno (nel settore privato percepiscono salari inferiori del 19,6 % (dati Rapporto Censis) e sopportano il peso degli impegni familiari che grava soprattutto sulle loro spalle.  "Queste cifre non stupiscono, è acclarato che siamo ben distanti dagli obiettivi che ci eravamo dati dieci anni fa all'interno dell'Ue - commenta Carmen Leccardi, docente di sociologia all'Università di Milano Bicocca e responsabile scientifica del Centro interuniversitario culture di genere - ed è molto difficile che la situazione possa cambiare a breve con un welfare deficitario come quello italiano". (Repubblica.it)

 

 
8 marzo: giornata per la dignità delle donne
Questioni di genere - 8 Marzo Giornata Internazionale delle Donne
Scritto da Eva Panitteri   

ImageFEMMINICIDIO & 8 MARZO - La Corte europea dei diritti umani ha condannato l'Italia per non aver agito con sufficiente rapidità per proteggere due vittime di violenza domestica . Si tratterebbe della prima condanna dell'Italia da parte della Corte per un reato (di omissione) relativo al fenomeno della violenza domestica. L'Italia è stata condannata per la violazione degli articoli della Convenzione Europea dei Diritti Umani, n.2 (diritto alla vita), n.3 (divieto di trattamenti inumani e degradanti) e n.14 (divieto di discriminazione).

Ma in Italia la violenza domestica continua a far strage di donne, con la terribile ‘conta’ di un femminicidio ogni 3 giorni. Contro la violenza sulle donne, allora, in occasione dell’otto marzo, si vuole rendere chiaro che quest’anno non si accetterà, come ormai si mistifica da troppo tempo, che la giornata internazionale delle donne venga ridotta e declassata ad una ricorrenza commerciale e/o puramente ludico/celebrativa, fatta di banalità.

L’8 marzo è una giornata per la riaffermazione dei diritti e della dignità delle donne. Contro la violenza e contro il sessismo. E contro ogni altra discriminazione!

Tra le buone notizie: Il 1° marzo, il nostro passe ha visto il SI unanime dell'Aula della Camera (manca ora il passaggio al Senato) alle disposizioni in favore dei figli delle vittime di questi crimini: rischia sino all’ergastolo l’uomo che uccide la moglie o convivente, mentre ai figli delle vittime si assicurano la reversibilità della pensione, e le spese per l’assistenza legale a carico della collettività.

 

 
Legge 194: l'esempio del Lazio
Diritti & Diritti Umani - Salute per tutte/i
Scritto da EP   

ImageSALUTE DONNA - Sulla selezione di due medici per garantire il servizio di interruzione di gravidanza al San Camillo di Roma sono scoppiate polemiche nazionali. Che rispolverano antichi conflitti. La scelta del Servizio Sanitario Regionale (Ssr) è stata però difesa dal governatore del Lazio, Zingaretti, che ha spiegato (nel caso qualcuno ancora non ne avesse capito la ragione!) che la scelta si è dovuta fare in questo per garantire l'accesso alla 194, spesso disatteso per via dei troppi obiettori ed obiettrici di coscienza che occupano la maggior parte dei posti nelle strutture pubbliche, e che di fatto impediscono l’applicazione di una legge dello stato, negando alle donne un loro diritto inalienabile. Non si tratta infatti di determinare se questo bando sia discriminatorio nei confronti di chi è obiettore. «Il tema è piuttosto che esiste una legge dello Stato che introduce questo diritto per le donne e che richiede al Servizio sanitario regionale di strutturarsi, il tema è che il Ssr e le sue organizzazioni devono fornirlo in continuità e sicurezza. La nostra soluzione è originale. Si può criticare e fare riflessioni, ma anche chiedersi come ci si può strutturare diversamente per coprire questo diritto?». Leggi l'articolo su L’Espresso, di Francesca Sironi e, per ulteriori approfondimenti, gli articoli correlati de L’Espresso a questo LINK

 

 
Fiera del consumo critico e stili di vita sostenibili
Altri argomenti - Eventi e annunci
Scritto da EP   

ImageFA’ LA COSA GIUSTA! 2017 è la prima e la più grande fiera NAZIONALE del consumo critico e stili di vita sostenibili. La 14^ edizione si svolgerà a Milano dal 10 al 12 Marzo 2017, nei padiglioni 3 e 4 di Fieramilanocity. Nata nel 2004 da un progetto della casa editrice Terre di mezzo ha la finalità di far conoscere e diffondere sul territorio nazionale le “buone pratiche” di consumo e produzione e di valorizzare le specificità e le eccellenze, in rete e in sinergia con il tessuto istituzionale, associativo e imprenditoriale locale. Nel programma culturale della fiera, più di 300 eventi tematici, per tutte le età.

 
Feminalise & Vinitaly: Aprile è il mese del vino
FOOD & WINE - Le strade del Vino
Scritto da Eva Panitteri   

ImagePochissimi giorni prima dell’italianissimo VINITALY si svolgerà anche il concorso mondiale francese Feminalise dove “vini provenienti da tutto il mondo vengono degustati unicamente da enofile o professioniste in campo enologico. Feminalise è -dunque- un concetto, un'idea, un concorso di vini originale”. Nato da un’idea di Dider Martin, quest’anno Feminalise giunge all’undicesima edizione, e si svolgerà, come di consueto a Beaune, in Francia. La data dell’unica giornata è il 6 Aprile. I vini in concorso, ovviamente, non sono prodotti solo da aziende a conduzione femminile, né realizzati unicamente da enologhe: nell’edizione 2017 più di 700 esperte valuteranno infatti gli oltre 4.000 vini iscritti al concorso da aziende (femminili e maschili!) di moltissimi paesi del mondo. Nell’edizione 2016, per fare un esempio, tra oro, argento e bronzo, sono stati ben 16 i vini italiani ad avere ottenuto il riconoscimento Feminalise. E quando si sfatano luoghi comuni e stereotipi, si scoprono dati particolari ed interessanti anche su come le donne 2.0 si relazionino al vino. Un aspetto che fa la differenza, anche nell'impatto economico: nei paesi industrializzati, ad esempio, più del 70% degli acquisti di vini è effettuato da donne.

 
Una domanda sul progetto editoriale LE GINESTRE
Brevi 2 - Arte, Libri, Cultura
Scritto da Eva Panitteri   

ImageUna domanda a Gina Di Francesco, alla guida del progetto editoriale Le Ginestre. Gina, ti faccio una domanda per conoscere meglio questo progetto editoriale. Dammi le tue 4 parole, declinate in breve - 4 note, tipo post-it - che lo descrivano. Come fossero 4 appunti da mettere in bacheca. O solo tuoi promemoria.


 

“Grazie Eva è una bellissima domanda.
Quattro parole declinate in breve:

1) RACCONTARSI

2) COSCIENZA

3) DIFFERENZE

4) EMPATIA

Sei frasi (due in più) o note, più di un post-it per dire il sentiero delle "Ginestre"

1) Partire sempre da sé per narrare la propria storia e quella degli altri.

2) Dare voce, nero su bianco, alla vita e alle parole delle donne.

3) Dare vita ad un "alfabeto" al femminile con un nuovo linguaggio da condividere

4) Leggere e scrivere per dare una "Casa" vera" agli scritti soprattutto inediti.

5) Cercare sempre la persona e un percorso valoriale attraverso le parole

6) Creare quella "stanza per sé" nella scrittura non come isolamento ma per arricchire una coscienza di genere.”

 

 
Un nuovo marchio dell’editoria “LE GINESTRE"
Brevi 2 - Arte, Libri, Cultura
Scritto da Surfing   

ImageNasce la COLLANA EDITORIALE “LE GINESTRE- DONNE IN…EDITE”. Diretta da Gina Di Francesco, della Herald Editore. "E’ sbocciato un nuovo fiore nel giardino della scrittura delle donne. Come una ghirlanda che impreziosisce le già ricche scelte editoriali della Herald edizioni, nascono nuovi “fiori di carta”. Libri che si srotolano pagina per pagina, nelle narrazioni femminili. Prende corpo da un progetto nato dall’Associazione Eulalia federata AFFI un nuovo marchio dell’editoria che vuole dare più voce ai saperi, alla cultura, alla diversità delle donne attraverso la scrittura […] declinando anche la lingua al femminile, perché fare ciò esprime una differenza. Attraverso una seria valutazione dei testi e delle bozze la Collana vuole aprirsi a tutte le donne che vorranno pubblicare. Puntando a divulgare studi di genere, e ad affrontare tematiche legate alla diversità tra i sessi, alle differenze culturali, alle uguaglianze armoniche."

La presentazione: Sabato 25 Febbraio 2017 ore 15:00/19:00 presso il Consorzio Casa Internazionale delle donne di Roma Via San Francesco di Sales, 1 (Sala Simonetta Tosi). PER INFO Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

 

 
Richiedenti Asilo: il progetto case dell'ADA
Migranti - Accade in Italia
Scritto da Surfing   

ImageMILANO - L'idea è dell'Agenzia dell'Abitare (Ada) della cooperativa sociale “La Cordata”: offrire ai proprietari di case sfitte l’inserimento in un progetto di affitto controllato, per un’accoglienza diversa ai richiedenti asilo. Per “creare un'accoglienza diffusa” e -perché no!- far fruttare in maniera etica un bene al momento inutilizzato.

«Per ogni casa messa a disposizione, Ada stipula un contratto d'affitto con il proprietario e cura l'inserimento dei migranti nel condominio». L'iniziativa si chiama "Io ci metto la casa, e tu?", e cerca «appartamenti disabitati da destinare a progetti di housing sociale, garantendo ai proprietari la certezza di un reddito dall’affitto. "Abbiamo iniziato in dicembre e sono arrivate offerte da tutta la Lombardia - racconta Valeria Inguaggiato, coordinatrice di Ada -. Abbiamo selezionato solo quelle su Milano e oggi sono una decina gli appartamenti in cui sono ospitati richiedenti asilo".» Leggi tutto su REDATTORE SOCIALE (fonte)

 

 
STOP alle bufale nel WEB
Linguaggi e media - Il mondo del WEB
Scritto da EP   

La presidente della Camera Laura BOLDRINI lancia un appello per combattere le false notizie e l'odio sul web. Si può firmare sul sito www.bastabufale.it appena aperto, dove hanno già aderito, Francesco Totti, Fiorello e Gianni Morandi, Carlo Verdone, Claudio Amendola e Ferzan Ozpetek. Si punta a sensibilizzare addetti del mestiere e società civile attraverso “un’operazione culturale. Scuole e istituzioni devono lavorare per formare giovani più critici. Gli imprenditori potrebbero togliere la pubblicità a siti che pubblicano bufale. I giornali non devono riprenderle e i social network smettano di fare proclami e lavorino seriamente sul campo per vigilare e cancellare contenuti falsi e offensivi”. Ad esempio con un'icona contro l'odio, da mettere accanto all'icona like. Questo è il tempo delle responsabilità. Per tutti. Basta con i proclami. (Video-intervista di Giulia Santerini)

 
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