Che bello: un’amministrazione al manganello!
Scritto da I. Giacobbe   
domenica 17 agosto 2008

ImageROMA - 15/8/08. I benefici della destra al governo sono visibili e reali a CATANIA, nona città italiana per importanza, con un debito comunale di 900milioni di euro. Amministrata sino ad aprile 2008 dal sindaco Scapagnini, medico personale di Berlusconi “teleguidato” nel 2000 al governo della città, Catania è stata portata nell’arco di 8 anni di ininterrotta “guida”  al tracollo finanziario. Il sindaco “sciampagnini”, così ribattezzato dai suoi cittadini, era stato “allegramente” riconfermato per 2 mandati consecutivi. Oggi la Procura indaga per capire dove sia sparita questa ingente mole di denaro pubblico.

40 avvisi di garanzia sono stati spediti dalla Procura ad altrettanti amministratori, mentre si indaga sui patrimoni personali di burocrati e funzionari comunali. A Catania ancora oggi la storica Villa Bellini rimane chiusa (da aprile); i rifiuti si accumulano per strada (in attesa che il presidente “spazzino” si materializzi anche in Sicilia?) mentre i netturbini vengono pagati saltuariamente; l’illuminazione pubblica (16milioni di debito) è una metafora cittadina: c’è e non c’è; la scuola media A. Doria –forse- riaprirà a settembre (150mila euro di debito); le cooperative sociali non ricevono gli stipendi da mesi; i fornitori aspettano pagamenti per 140milioni di euro; i vigili urbani sono senza benzina; i cani randagi “pascolano” tra le immondizie.

 

Ma ai catanesi il disastro non basta: una volta toccato il fondo… hanno cominciato a scavare: 8 su 10 alle ultime elezioni hanno eletto sindaco Gaetano Riva in quota ad AN, appartenente allo stesso schieramento (PDL) del sindaco uscente. Tra i primi atti del nuovo sindaco: 2 stabilimenti balneari per 300mila euro (soldi presi non si sa bene dove) già sequestrati dalla magistratura perché abusivi. I fatti sono stati denunciati da Orazio Licandro, consigliere del Partito dei Comunisti Italiani, che ha reso evidente lo scandalo delle risorse cittadine sparite e che per questo  ha ricevuto ripetute minacce. Ad Orazio Licandro, 46 anni, due figli piccoli, il 10 agosto la Prefettura ha tolto la scorta perché “non sussistono più ragioni di pericolo”.(Fonte: La Repubblica del 15/8/2008).