Lavoro e donne: "bla-bla" istituzionali e vicenda CAI-Alitalia
Scritto da Eva Panitteri   
luned́ 10 novembre 2008

ImageROMA - Settimana singolare per la questione donne e lavoro: nelle giornate in cui il ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna parla di sostegno al lavoro femminile, il progetto CAI-Alitalia va esattamente nell'opposta direzione. «Stiamo lavorando per una nuova disciplina sulla conciliazione tra lavoro e famiglia», priorità della politica economica e sociale del Governo in un Paese come il nostro in cui per una donna avere un figlio «è quasi un atto di eroismo» affermava il ministro nella sua relazione alle commissioni Affari costituzionali e Lavoro della Camera, sul tema occupazione femminile e difficoltà che le donne incontrano nel dire il doppio sì a professione e al lavoro di cura. (5 Novembre – Ministero PO). PAROLE contraddette dai FATTI: quasi contemporaneamente, al tavolo della trattativa CAI (tanto per mantenere gli esempi di mancata coerenza entro i temi di più stretta attualità) comparivano un ventaglio di "condizioni" penalizzanti: nessun mantenimento dei livelli occupazionali ex-Alitalia, per non parlare della questione lavoratrici.

"Nel piano contenente i criteri in base ai quali si procederà alle riassunzioni del personale, presentato in questi giorni dalla CAI, emerge una forte penalizzazione nei confronti delle madri con bambini piccoli, delle donne sole con figli (separate o ragazze madri) e delle persone che hanno a carico un familiare portatore di handicap grave. Tutto questo, tramite l'utilizzo storto e distorto di alcune alcune normative orginariamente pensate proprio per la tutela delle lavoratrici. Che, nei fatti, vengono aggirate, e stravolte. Come la normativa nazionale vigente in materia di lavoro notturno." (di Lisa Castaldo)

Ultimo aggiornamento ( venerd́ 14 novembre 2008 )