Laura Mollica: "voce" della tradizione siciliana
Scritto da L'ArabaFelice   
venerd́ 15 gennaio 2010

ImageDALLA SICILIA - Forse non molti sanno che la terra di Sicilia possiede una voce forte, carismatica e potente, che arriva "dentro" facendo vibrare tutte le nostre corde: è la voce di Laura Mòllica, esponente della musica etnico-cameristica siciliana. Laura, artista straordinaria dotata di un talento naturale, nell'arco della sua trentennale carriera, ha avuto la fortuna di collaborare con esponenti di spicco della musica popolare siciliana, sia in esibizioni canore che teatrali. Se avrete la fortuna di conoscerla, scoprirete, oltre alla sua altissima preparazione e professionalità, anche una donna semplice nella sua eccezionalità: solare, generosa, un'entusiasta della vita.

Pur conoscendola da tempo, non avevo mai avuto occasione di sentirla cantare. Ed ecco che un giorno mi invita ad assistere ad una sua "lectio magistralis" presso la Facoltà di Scienze della Formazione a Palermo.

In un'aula stracolma, Laura inizia a parlare del canto popolare inteso come espressione del mondo e visione della vita di un popolo."Il canto è popolare -spiega- quando il popolo se ne appropria, quando lo rielabora, cambiando le parole". E mentre parla, intona all'improvviso, con naturalezza, senza accompagnamento, un canto, con voce alta, pura, cristallina. Altrettanto naturalmente nasce un applauso, da lei subito bloccato: ha desiderio di parlare e di spiegare. Crede nella forza delle tradizioni e nella necessità di tutelare l'identità culturale siciliana. Si resta letteralmente rapiti dal canto di "mattanza", anche questo eseguito in un assolo di voce. E' particolare sentirlo intonare da una donna: come i canti d'amore, eseguiti durante le feste o il lavoro, queste armonie si sono perse nel tempo perchè hanno avuto vita finché il lavoro nei campi veniva svolto dalle persone. Quando le tecniche lavorative cambiano, il canto muore, perde la sua ragione d'esistere.

Tutta la musica popolare siciliana nasce a voce libera:i canti più famosi sono quelli dei "carrettieri", note e vocalizzi, intonati per strada. E' questa la vera scuola dei canti popolari, vera forma d'arte! La Mollica alterna spiegazioni a canti, a volte accompagnata alla "liutarra" da Giuseppe Greco, che si esibisce con lei e Daniele Schimmenti (percussioni).

Infine affronta un tema particolare, i canti di carcere e mafia. Ci sono dentro suoni primordiali, che si rifanno alla scala dorica, denunciano il dolore, la vendetta, la paura di perdere gli affetti. "Morsi cu morsi" indica che essere in carcere è come essere morti. "Non sono canti che esaltano la mafia, ma cantano l'atteggiamento mafioso", spiega La Mollica prima di intonare una canzone in cui si parla dell'uccisione di Giuliano e si allude ad una connivenza tra governo e mafia

Il Professore Fragale, che ha ospitato questa lezione, sostiene, come Laura Mollica, che la musica popolare è bistrattata perchè non fa audience. Ma al di là delle considerazioni e dei gusti personali, credo che ci vorrebbero più cantanti veri, che amano il proprio lavoro e le tradizioni, e che abbiano lo stesso entusiasmo di Laura Mòllica nel trasmettere ai giovani questa passione. Recentemente la Mollica, con il progetto "La vuci mia", ha rappresentato l'Italia fra 36 nazioni al Festival Internazionale di Etnomusica "Melodie d'Oriente" a Samarcanda (Uzbekistan), una delle più importanti manifestazioni di musica popolare dell'Asia Centrale, svoltasi sotto l'Alto Patrocinio dell'Unesco, ottenendo il terzo posto. A riprova del fatto che la musica popolare siciliana è concorrenziale a livello internazionale.

Anche chi non è appassionato di questo tipo di musica, dovrebbe essere orgoglioso di appartenere al popolo siciliano magistralmente rappresentato attraverso il talento di questa grande artista.

 

Ultimo aggiornamento ( marted́ 23 giugno 2020 )