Work-life balance made in USA
Scritto da Emma Pietrafesa   
venerd́ 15 marzo 2013

ImageDAL MONDO - La storica e studiosa statunitense Stephanie Coontz lo sostiene in un editoriale apparso sul New York Times qualche settimana fa: negli Usa la parità di genere sta attraversando una fase di stallo. Nel corso degli ultimi due decenni, infatti, malgrado l’intensificarsi progressivo della domanda di lavoro e delle ore lavorative non ha fatto seguito un adeguato progresso nell’adozione di nuove politiche sociali di sostengo ai lavoratori ed alle lavoratrici.

Sorprendentemente, nonostante il maggior carico di lavoro all’interno delle famiglie, e malgrado il 70% dei bambini statunitensi viva in famiglie in cui entrambi i genitori lavorano a tempo pieno, negli ultimi 20 anni non sono state promosse iniziative federali per aiutare e sostenere i genitori, lavoratori e lavoratrici, a raggiungere un
equilibrio tra la continua e crescente richiesta di lavoro e gli impegni familiari. La normativa sulla famiglia risale infatti al 1993, è evidente dunque che dopo 20 anni appare inadeguata a fornteggiare le nuove sfide e istanze sociali. A farne le spese sono soprattutto le donne lavoratrici che sempre più spesso sono obbligate a ridurre o
addirittura cessare le attività lavorative per compensare la presenza in casa e nella cura dei figli. Ovviamente tale situazione è resa ancora più grave e pesante nelle situazioni di famiglie monoreddito con genitori single