7 febbraio giornata mondiale della sicurezza in rete
Scritto da Eva Panitteri   
luned́ 06 febbraio 2017

ImageIl 7 febbraio torna la giornata mondiale dedicata alla sicurezza in Rete, il SAFER INTERNET DAY. Un progetto lanciato nel 2004 dall'Unione Europea. Si puntano i riflettori sui pericoli online che nascono anche dalla poca consapevolezza delle ripercussioni su di sé e sugli altri dell’uso del web. Lo strumento di per sé e neutrale, ma l’uso che ne viene fatto può invece, essere tanto virtuoso quanto dannoso, per non dire letale quando si raggiungono certi punti di non ritorno. Il consorzio Generazioni Connesse che coordina il Safer Internet Centre italiano ha quindi messo a punto (e messo online!) un corposo “Vademecum operativo. Una sorta di enciclopedia dei rischi in rete.” Perché il mondo online assomiglia sempre più ad una giungla, senza ripari e senza regole, che dal web apre nelle nostre case e nei nostri smartphones, quindi nelle nostre vite, pericolose finestre che diventano comodi passaggi dai quali s’insinuano gioco d’azzardo, pedopornografia, cyberbullismo... Problemi che sembrano coinvolgere sempre più le giovani generazioni. Ma non solo loro. Le vittime presenti nei contenuti foto e video pedopornografici analizzati sono di genere femminile nell’81% dei casi e maschile nel 13% dei casi. Il restante 6% dei contenuti coinvolge vittime di entrambi i sessi. Purtroppo si rileva un preoccupante abbassamento dell’età media delle vittime: anche bambini che rientrano nella fascia della prima infanzia sono ora presenti in queste immagini/video che girano in rete.

Di seguito un mini-glossario per capirne di più.

Grooming (dall’inglese “groom” - curare, prendersi cura): rappresenta una tecnica di manipolazione psicologica che gli adulti potenziali abusanti, utilizzano per indurre i bambini/e o adolescenti a superare le resistenze emotive e instaurare una relazione intima e/o sessualizzata.

Cyberbullismo: è forse la problematica numero uno, quella su cui stanno convergendo i maggiori sforzi delle istituzioni e degli operatori delle telecomunicazioni. Con questo termine s’intende una forma di prevaricazione mirata a danneggiare una persona o un gruppo, ripetuta e attuata attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie. Bullismo all’ennesima potenza; oppressione - psicologica o fisica - reiterata nel tempo, da parte di una persona o di un gruppo di persone “più potenti” nei confronti di un’altra persona percepita come “più debole”. Fotografie, video, commenti denigratori diffusi sul web sono le armi principali del cyberbullo. Ma il cyberbullismo è solo una grande cornice dentro cui si possono far rientrare tanti altri nuovi termini:

- Trolling (molto simile il Flaming): è l’invio di messaggi violenti e/o volgari mirati a suscitare volutamente scontri verbali online;

- Harassment: è invece l’invio ripetuto di messaggi insultanti con l’obiettivo di ‘colpire’ una vittima predeterminata;

- Denigration: si mette in atto il parlar male di qualcuno per danneggiare la sua reputazione; di solito viene effettuata attraverso canali più ristretti come e-mail e messaggistica istantanea;

- Impersonation: avviene quando qualcun altro si sostituisce a noi e diffonde (a nostro nome) messaggi o testi dal contenuto disdicevole o comunque censurabili;

- Exposure: è la pubblicazione online di informazioni private e/o imbarazzanti su un’altra persona; non importa se siano vere o meno, l’importante è che rovinino la sua reputazione;

- Trickery: si compie quando si ottiene la fiducia di qualcuno per poi pubblicare o condividere con altri le informazioni confidate;

- Exclusion: è la più classica forma di cyberbullismo; si compie escludendo una persona da un gruppo, da una chat, da una cerchia di ‘amici virtuali’ al solo scopo di ferirla e umiliarla, di farla sentire diversa;

- Cyberstalking: una persecuzione verbale che viene amplificata attraverso social network, posta elettronica, chat private;

- Hate speech: l’aggressione nella maggior parte dei casi avviene utilizzando un linguaggio volgare, pieno di odio, dagli effetti immediati perché esplicito; molte volte, infatti, in Rete si tende a credere alle cose proposte con tono sensazionalistico o scandalistico.

 

Ultimo aggiornamento ( luned́ 06 febbraio 2017 )