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Prigioni o lagher? PDF Stampa E-mail
Scritto da Redattore Sociale   
sabato 31 ottobre 2009

ImageROMA - Sempre più numerosi i decessi nelle carceri italiane: tra gennaio e ottobre 2009, morti 146 detenuti (142 nel 2008), 59 i suicidi (contro i 39 dello stesso periodo del 2008). Sono 65mila i detenuti attualmente reclusi nelle carceri italiane: 20mila in più rispetto al numero effettivo dei posti disponibili. Ogni due giorni muore un detenuto e il 2009 è l’anno nero per i suicidi. Attenzione anche al caso Cucchi, il trentunenne morto in circostanze ancora da accertare dopo la detenzione a Regina Coeli. Il corpo del giovane, con il volto tumefatto, i denti spezzati, lividi e lesioni in tutto il corpo, è stato restituito alla famiglia il 22 ottobre.

Quelli segnalati sono solo alcuni dei dati che emergono del convegno sulla situazione delle carceri italiane “Sovraffollamento carcerario: Le alternative possibili” organizzato dalla Conferenza nazionale del volontariato giustizia. Calano le misure alternative alla detenzione, mentre si continua a parlare di costruire nuove carceri: il luogo comune che viene ripetuto è “più carcere più sicurezza”, ma sull’assioma si scagliano tutte le associazioni di settore.

La richiesta dagli addetti ai lavori è chiara e univoca: è necessario un confronto serio con il Governo e un dialogo sul tema della sicurezza. Laganà (Cnvg): “Abbiamo chiesto un confronto con le istituzioni ma non c’è mai stato". L'ex presidente della Repubblica, Scalfaro: "Un governo che non vuole ascoltare gli specializzati del settore carcerario è un Governo che non ha capito niente, e non solo di carceri”.

Caso Cucchi: Molte le reazioni dell'associazionismo e del mondo della politica. Gonnella (Antigone) spara a zero sulle responsabilità delle istituzioni: “Quella di Stefano Cucchi era una di quelle situazioni nelle quali era possibile costruire un percorso alternativo alla detenzione”. E Ffwebmagazine, il periodico online della fondazione Farefuturo presieduta da Gianfranco Fini, commenta: "Uno Stato democratico non può nascondersi dietro la reticenza degli apparati burocratici. Perché verità e legalità devono essere 'uguali per tutti', come la legge”.

(Fonte REDATTORE SOCIALE)

Ultimo aggiornamento ( sabato 31 ottobre 2009 )
 
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