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Napolitano: "pluralismo distingue democrazia da dispotismo" PDF Stampa E-mail
Scritto da EP   
lunedì 19 ottobre 2009

ImageROMA - Il 16 ottobre si è svolta al Quirinale la "Giornata dell'informazione". Rispettare "l'insostituibile valore del pluralismo" nella carta stampata e nella radiotelevisione, specie quella pubblica, è l'appello lanciato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in qesta occasione. Sottolineando come già tre anni fa avesse espresso il profondo convincimento "circa il carattere discriminante che l'esistenza di una stampa e di un'informazione pluralistica e libera assume per distinguere la democrazia dal dispotismo", Napolitano invita tutti gli attori alla ricerca di equilibri "con uno sguardo attento in particolare alla tutela della privacy e della dignità della persona, della dignità delle istituzioni, della riservatezza delle indagini giudiziarie, insieme ovviamente e in primo luogo con la tutela della libertà di informazione".

Non si placa, dunque, la polemica sul caso Mesiano, il giudice responsabile della sentenza Cir-Fininvest, (quella che condanna Fininvest ad una multa di 750 milioni) seguito dalle telecamere di Canale 5 in alcuni momenti della sua vita privata, e deriso nel servizio che con queste immagini è andato in onda.
(FNSI - AGI) "Siamo esterrefatti e indignati per la gravissima campagna di denigrazione e di aggressione nei confronti del giudice, da parte dei giornali e delle televisioni del gruppo Fininvest e della famiglia Berlusconi", affermano il presidente e il segretario dell'Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara e Giuseppe Cascini. A proposito dello stesso servizio, Roberto Natale, presidente della Federazione nazionale della stampa italiana, parla senza mezzi termini di "pestaggio mediatico", e chiede al premier: "come considera l'uso della Tv che è stato fatto ieri mattina dalla più importante rete Mediaset?".

Da Mediaset dunque, parte un documento redatto da giornalisti di tutte le testate del gruppo, che invita ad un'assemblea che coinvolga tutta l'informazione Mediaset. Lo stesso documento, informa una nota dell'Ansa, è fortemente critico verso il sindacato interno, per come ha trattato il caso Mesiano. "Noi giornalisti del gruppo Mediaset -si legge nel documento- prendiamo decisamente le distanze da questo modo di fare informazione, non serve a nessuno e non ha senso voler piegare i giornalisti e il loro lavoro a logiche che nulla hanno a che fare con il mestiere, arrivando a produrre il servizio sul giudice Mesiano, che è stato definito dalla Fnsi un 'pestaggio mediatico'. E' una logica che rifiutiamo, figlia di questa sorta di guerra mediatica tra gruppi editoriali. Ci stupisce che le rappresentanze sindacali, ad eccezione di Paolo Trombin del Cdr del Tg5 non abbiano fatto sentire la loro voce, non solo quando è uscito il servizio giovedì scorso, ma anche a distanza di giorni, quando la notizia è arrivata sulle prime pagine di tutti i quotidiani, isolando di fatto il collega del Cdr di Videonews, Pietro Suber, che per questo si è dimesso dalla rappresentanza sindacale. Pensiamo che a questo punto sia assolutamente necessario indire un'assemblea e aprire una discussione sul presente e sul futuro dell'informazione Mediaset".

 

Ultimo aggiornamento ( lunedì 19 ottobre 2009 )
 
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