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Donne e politica: candidature giocattolo o di qualitą? PDF Stampa E-mail
Scritto da Eva Panitteri   
sabato 29 maggio 2010

ImageDONNE e POLITICA - La svalorizzazione della classe dirigente femminile vista negli ultimi 10 anni, ha un ché di singolare. Il fenomeno -tutto italiano- che per l'accesso alla competizione politica ha visto selezionare donne senza ruolo o formazione a scapito di donne con competenze provate, deve aprire oggi una riflessione su quella deriva culturale che propone un modello di donna superficiale (politica e non), qualificata sulla base dell'avvenenza piuttosto che della competenza. Cinque "belle donne" oggi in Italia sono ministre. Posizioni che la logica selezionatrice maschile ha pensato per le figlie di un sistema di scelta politica basato sullo sdoganamento del nepotismo verso la favorita. Una situazione talmente paradossale, che se non fosse così grave e drammatica, farebbe venire da ridere!


La battaglia contro le candidature "giocattolo" e per la qualità generale della selezione politica, (qualità che non si dovrebbe auspicare solo per le candidature delle donne, ma che per queste ultime è più evidente), dovrebbe essere fatta a partire dalle regole democratiche: quelle attualmente in vigore fanno pesantemente sentire la mancanza di un terreno culturale ed istituzionale dove possa avvenire una selezione di capacità competenze e qualifiche per il bene del paese. Dove il criterio di selezione non è la qualità, le donne competenti avranno sempre difficoltà ad emergere. E ciò sottrae al progresso del paese un potenziale ed un capitale di sviluppo immensi.


In Italia, il risultato immediato delle candidature "estetiche", si è concretizzato nell'espulsione di diverse donne qualificate dal mondo della politica parlamentare. Proprio l'attuale contesto, dunque, ci rivela quanto sia importante recepire il principio della doppia preferenza di genere nelle elezioni, tanto dal punto di vista oggettivo che concettuale. Molto più importante delle quote (rosa), e dell'alternanza nelle liste elettorali di un candidato uomo con una candidata donna.


Si sente la mancanza, poi, di un terreno sociale ed istituzionale dove possa avvenire un confronto trasversale tra le donne del paese. Si sente drammaticamente la mancanza della consapevolezza (non solo al femminile) che, nonostante in termini di diritti molti passi in avanti siano stati fatti dagli anni sessanta ad oggi, queste conquiste sono fragili, sempre esposte alle intemperie degli attacchi di chi sulla sottrazione dei diritti comuni intende costruire il proprio tornaconto personale.


Bisogna impegnarsi in prima persona contro il degrado complessivo della società e della politica, e bisogna esserci per la riforma della legge elettorale, dei partiti e della politica, come per il ritorno della verità e della democrazia. Entrare in sintonia con questo livello di bisogno del paese, insomma. A partire dal nostro voto, uno strumento davvero potente se concepito correttamente ed usato bene.

Ultimo aggiornamento ( sabato 29 maggio 2010 )
 
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