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Family day & Coraggio Laico: i rischi della strumentalizzazione politica PDF Stampa E-mail
Scritto da Eva Panitteri   
luned́ 14 maggio 2007

ImageSono giorni, questi, in cui le polemiche sembrano non avere mai fine. I politici italiani, svelti a proclamarsi portavoce del sentire di “questa” o di “quell’altra” parte d’Italia, imparino dalle donne e dagli uomini illuminati del mondo moderno e dal loro pensiero di mediazione e conciliazione. Da Mohamed El Baradei per esempio. Direttore generale AIEA (Agenzia internazionale per l’energia atomica) e Premio Nobel per la Pace, ebbe a dire: «Tendiamo ad enfatizzare solo le differenze e a non considerare i punti in comune, valutando ogni cosa secondo una logica in cui il NOI si contrappone al LORO».


Le strumentalizzazioni politiche di questi giorni, appollaiate come avvoltoi sulle spalle di laicità e cristianità sono vergognose quando le rendono realtà contrapposte. E’ un modo di fare politica vecchio e superato, che sopravvive a sé stesso, non si sa bene perché. Dovremmo ricordarci, invece, delle parole di Rosa Parks, simbolo del movimento americano per i diritti civili e l’abolizione della segregazione razziale, quando disse: «Se viaggio per il paese a parlare della storia dei diritti civili, non significa che stia vivendo nel passato. Sto lottando per ottenere più giustizia. Continuerò a lottare per la libertà e l’eguaglianza finché ne avrò la forza».


C’è qualcuno che possa, onestamente e senza riempirsi la bocca di slogan, argomentare come un diritto possa farsi “appannaggio” solo di alcuni? Adolfo Perez Esquivel, attivista Argentino dei diritti umani e Premio Nobel per la Pace, una volta ha affermato: «Se le persone hanno il coraggio di accettare la sfida è certo che raccoglieranno risultati positivi. Questa sfida consiste nel trovare un modo per rendere unita l’umanità, cioè la nuova strada basata su una cultura di solidarietà».


Nonostante millantate affermazioni di imparzialità, è evidente come all’interno della nostra società si stiano tracciando linee di separazione sull’idea che qualcuno è migliore e qualcun altro peggiore. Tale mentalità, sostenuta dal portato religioso cristiano-cattolico, quello che accoglie tutti -compreso il figliuol prodigo- mi è difficile da afferrare e da accettare. Stando a Betty Williams, Premio Nobel per la Pace insieme a Mairead Connigan: «La pace non è qualcosa di statico…Innanzitutto i leaders devono dare l’esempio, quindi passare nelle retrovie e spingere tutti avanti […] non c’è altra strada, la pace è l’unica via».


Guardando alle cose di casa nostra sorge spontanea una domanda: stiamo forse perdendo, oltre al senso di civiltà, anche quello di umanità?

Ultimo aggiornamento ( luned́ 14 maggio 2007 )
 
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